Liguria insolita

Tutti accostano il nome Liguria alla parola mare. Certo, ma se si va un pò più a fondo nelle cose, si capisce che questo binomio ci va molto stretto.
La Liguria è soprattutto altro. E’ montagna, boschi, paesaggi trasformati dall’uomo con la fatica per via del territorio spesso impervio e quasi inospitale.
La Liguria sono i colori delle case e dei borghi dipinti come se fossero quadri, sono le distese argentee degli uliveti e, perché no, il bianco della neve sulle cime più alte.

Paesi fantasma: il borgo abbandonato di Balestrino

Balestrino
Arrivando a Balestrino non si può evitare di sollevare lo sguardo verso l’alto e venire catturati dall’imponente struttura del Castello che, dalla sua posizione di dominio, vigila ancora oggi sopra all’antico borgo disabitato. Fra il 1962 e il 1963, infatti, a causa dei continui smottamenti e frane del terreno, si decise di ricostruire un nuovo Balestrino più a valle.

Il vecchio borgo venne definitivamente abbandonato dalla popolazione, lasciando alla natura il compito di prenderne possesso. Camminando per le antiche stradine si nota l’erba che progressivamente ha riempito gli acciotolati e le vecchie case vuote e buie emettono un silenzio innaturale. Tutto si è fermato in questo borgo abbandonato, anche l’orologio della Chiesa e l’antica meridiana non segnano più le ore. Ci si aspetta da un momento all’altro di sentire un qualche rumore, ma spesso si scorge con la coda dell’occhio un gatto che fugge tempestivamente all’arrivo di visitatori. Qui nel vecchio borgo tutto è fermo, muri inanimati che conservano tutta la loro storia riflettendo un alone di suggestione nei vicoli ombreggiati.

Chissà se un giorno Balestrino vecchio prenderà di nuovo vita ? Al momento è stato scenario di un set cinematografico e ha potuto per un attimo riacquistare il suo antico vigore. Al momento sono in corso degli studi geologici per appurare la solidità del terreno e progetti per il recupero degli stabili.

Genova a Luci Rosse…

Un tempo,nei vicoli che portavano al mare,vi erano numerose case di tolleranza.

Le più famose  erano : Castagna,Lepre,Sottomarino,Mary Noire,Pomino,Supremo….

erano frequentate da tutte le classi sociali ma i più amati erano gli studenti …costoro

quando questo mondo finì ,sabato 20 settembre 1958,entrando in vigore la legge Merlin,vollero goliardicamente ringraziare la tenutaria del Lepre : sul Secolo XIX ,infatti,

circuendo la buona fede dei responsabili, fecero pubblicare un necrologio,soltanto in apparenza ineccepibile…….. “Gli amici prendono parte al dolore della nipote Dolly per l’immatura scomparsa  dell’adorata zia Rina della Lepre. La dura legge che  pose fine

ai suoi giorni nulla potrà togliere alla massima della sua vita  : ” Quodcumque boni egeris ad Deum referto   

Profetiche le parole di una veterana del Supremo , soprannominata Garibaldi , che commentò con un laconico. “Figgieu ,mi penso ch’o veo casin o comensià oua !”

(Ragazzi penso che il vero casino cominci adesso…)    Non è dato sapere se le case di tolleranza favoriscano il vizio o la virtù…..certamente l’ ironia e la preveggenza…….

Triora, il borgo delle streghe !

Se desiderate fare un salto nel passato per scoprire tutto su Triora, dalla preistoria ai giorni nostri, non potete non fermarvi a visitare il Museo Regionale Etnografico e della Stregoneria.

Entrando nel Borgo, dopo pochi passi lungo la via principale, sulla vostra destra, si trova l’entrata dell’edificio che accoglie il Museo.

Il visitatore,  procedendo lungo i tre piani dell’edificio,  ha l’opportunità di conoscere  approfonditamente Triora e il suo territorio.

Durante la visita si viaggerà dall’arte all’artigianato, dall’archeologia alla fauna, e dalla vita nei campi e nei boschi alla storia di streghe e stregoneria.

Miniera di Gambatesa : un salto nel passato

LA MINIERA
Di recentissima realizzazione, il “Museo Minerario di Gambatesa” ha raggiunto in
pochissimi mesi d’attività un’affluenza tale da collocarsi tra i primi posti delle mete
proposte nella regione Liguria, inserendosi in diversi percorsi di interesse nazionale
come quelli delle 5 Terre, di Portofino o dell’Acquario di Genova.
Il Museo è realizzato all’interno del Parco Regionale dell’Aveto, classificato come
parco appenninico di crinale, che comprende alcune tra le cime più elevate
dell’Appennino ligure, tra le quali il Monte Aiona e il Monte Penna rispettivamente
di 1703 e 1735 metri s.l.m.
L’alta Val Graveglia, attraversata dal torrente Reppia, rappresenta una delle valli più
meridionali del parco.
Il centro minerario di maggiore interesse è la Miniera di Gambatesa, ultimo di numerosissimi giacimentiscoperti e lavorati nella zona.
Le attività minerarie si sono fuse conl’ambiente naturale circostante lentamente
e con rispetto, in oltre un secolo d’attività ininterrotta, sino a dare l’impressione di essere qui da sempre.
La miniera ha estratto inizialmente solfuri misti di ferro e rame e solo successivamente ossidi e silicati dimanganese.
La valle è delimitata a nord dal Monte Zatta (1404 metri s.l.m.) e circoscritta dal Monte Chiappozzo ad est e dal Monte Bossea ad ovest.
La zona è costituita prevalentemente da boschi, pascoli e macchia mediterranea d’altura ed è attraversata da una fitta rete di sentieri, tra i quali quello carsologico che si diparte dal paese di Arzeno.
Numerosissimi i giacimenti di minerali riconosciuti nella valle, sempre legati
alla serie di rocce magmatiche di un antico fondale oceanico (Ofioliti) e alla loro copertura sedimentaria (Diaspri).
In oltre un secolo d’attività, la regione Liguria, e la Val Graveglia in particolare, è divenuta la maggiore area di produzione di manganese d’Italia.
La Miniera di Gambatesa rappresenta uno dei più ricchi giacimenti scoperti in Europa.
Scopo della riconversione è quello di preservare e rendere fruibile parte dei sotterranei, delle strutture logistiche esterne, delle numerose attrezzature e dei suoi archivi minerari.
Le materie e gli aspetti maggiormente evidenziati sono quelli naturalistici, geologici, storici e geografici, mirati a preservare tradizioni secolari d’attività estrattiva, sociale ed umana.

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